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16/04/14

Paul Sormani, grande ebanista dell'Ottocento

Paul Sormani (1817-1877)

Nato nel regno della Lombardia, a Venezia nel 1817, Paul Sormani è uno dei più grandi nomi dell'ebanisteria del Secondo Impero, riconosciuto come un esperto negli intarsi in legni pregiati.


Cassettone stile Luigi XVI - Paul Sormani
Cassettone stile Luigui XVI
Paul Sormani



Specializzato in piccoli oggetti preziosi come scatole a uso di calamaio e mobili "fantasie, Paul Sormani comincia nel 1860 a produrre riproduzioni e interpretazioni di mobili di stile Luigi XV o Luigi XVI (orologi, mobili di supporto, consolle, cassettoni eccezionali), e riproduzioni di eccelente qualità di alcuni pezzi del Guarde Meuble National.

L'Imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III ha arredato i suoi palazzi con belle creazioni di Paul Sormani. I suoi mobili di stile Luigi XV e Luigi XVI erano molto ricercati dalla grande borghesia parigina.

Cassettone stile Luigi XV - Paul Sormani
Cassettone stile Luigi XV
Paul Sormani


Il suo lavoro è stato spesso esposto e premiato in grande mostre internazionale negli anni 1860 e 1870. Alla sua morte nel 1877, la sua azienda è stata rilevata dalla sua vedova, Marie-Ursule-Philippine Bouvaist, e il loro figlio Paul-Charles Sormani. Fu ribattezzata "Veuve Paul Sormani & Fils".


Orologio Paul Sormani
Orologio
Paul Sormani


Nel 1914, suo figlio Paul-Charles Sormani (1848-1934) ha collaborato con i fratelli Thiebault per creare un negozio al 134 del Boulevard Haussmann a Parigi. Questo negozio, che produceva pezzi di alta qualità in stile Luigi XV e Luigi XVI, durò fino al 1934, data della sua chiusura.


Timbro Paul Sormani Rue Charlot a Parigi



18/02/14

Georges Jacob, la storia di una dinastia

Georges Jacob (1739 - 1814), giovane falegname di sedili conoscerà un destino favoloso, sarà il più grande dei falegnami, il più bramato dalla Corte e il più prolifico. Attraverserà gli stili Luigi XV, Luigi XVI, Direttorio e porrà fine alla sua carriera sotto il Consolato. Dal suo atelier uscirà una quantità incredibile di sedili, ma anche letti à la polonaise o à la turque, e panchine Luigi XVI. Georges Jacob è il fondatore di una dinastia di cui l'avventura prenderà fine sotto il regno di Luigi-Filippo nel 1847.

Georges Jacob è nato a Cheny, un piccolo villaggio in Borgogna. Suo padre, operaio agricolo, muore molto presto e il giovane Georges diventa orfano. Nel 1755, si trasferisce a Parigi dove inizia il suo compagnonage presso Louis Delannois.


Panchina Luigi XVI Georges Jacob
Panchina Luigi XVI da Georges Jacob consegnato nel 1777
al palazzo del Tempio del Conte d'Artois
Museo del Louvre


Louis Delannois è un personaggio riconosciuto. Consegna sedili a la Contessa du Barry, il suo stile è vivace e i suoi sedili molto pregiati. Ma il falegname Delannois è anche un innovatore straordinario, e trasmetterà al suo giovane allievo il savoir-faire e il gusto della creazione. E Georges Jacob si rivelerà essere un allievo eccezionale.


Poltrona boudoir Turca del Conte d'Artois nel 1777 al palazzo del TempioNoce intagliato e dorato
Museo del Louvre (c)


Il suo periodo di apprendimento finisce e Georges Jacob decide di stabilirsi, ma non riprenderà un atelier già esistente come i suoi colleghi, invece decide di avviare un atelier da zero. Ed è nella via de Cléry a Parigi che apre il suo atelier, proprio nel cuore del quartiere dei falegnami. All'inizio della sua carriera, copierà il suo maestro Delannois creando belle poltrone, sedie e panchine di stile Luigi XVI.

Nel 1767, Georges Jacob è ricevuto maestro falegname e ora può mettere il suo proprio timbro sul suo mobile.

Nello stesso anno, Georges Jacob sposa Jeanne Loyer che gli darà cinque figli. Due dei suoi tre maschi continueranno nella falegnameria di sedili come il loro padre.


Poltrona stile Etrusca Georges Jacob
Potrona stile etrusca in mogano intagliato 1787
Museo nazionale dei castelli di Versailles e di Trianon (c)


L'atelier cresce e nel 1775 Georges Jacob si traferisce via Meslay. E nel cuore di questo atelier che uscirano i suoi più belli capolavori, tutti influenzati dallo stile molto neoclassico di cui sarà uno dei principali iniziatori.

Leggi la seconda parte dell'articolo 
Georges Jacob, un creatore di sedili eccezionali


04/02/14

Il cassettone di Riesener, l'ebanista del Re

Il cassettone Luigi XVI fatta dall'ebanista Jean-Henri Reisner è molto riconoscibile, porte anteriori, fianchi curvi, tarsia, giochi in legno e sopratutto una elevata qualità di esecuzione. Jean-Henri Riesner, ebanista di origine Tedesca segnerà lo stile Luigi XVI con la sua arte.

Jean-Henri Riesener
Jean-Henri Riesener nel 1786


Jean-Henri Riesener (1734-1806) è probabilmente l'ebanista il più famoso del Settecento. Nasce in Germania e come altrettanti ebanisti del suo tempo, si trasferisce a Parigi per compiere la sua formazione. Riesener entra nella bottega del famoso ebanista Jean-François Oeben, falegname-ebanista del Re a l'Arsenal. Nel 1763, in seguito alla morte prematura di Oeben, diventa capo della bottega.


Cassettone Riesener
Cassettone Riesener
1770-1775


Fino al 1767, stampiglia i suoi mobili dal nome del suo predecessore Jean-François Oeben. Nel 1768 Riesener è ricevuto Maestro e ora può stampigliare i suoi mobili con il proprio ferro. Nel 1769, completa la scrivania ordininata dal Re a Oeben e la consegna a Versailles. L'ebanista Riesener conoscerà durante il regno di Luigi XVI una straordinaria popolarità, e la sua produzione di mobili sarà una delle più importante.

Il cassettone Luigi XVI di Riesener

Sul cassettone Luigi XVI, Riesener procederà a una produzione che sarà il suo marchio di fabbrica: realizzerà una sporgenza sulla facciata del mobile che si posa come un "dipinto". Questo dipinto decorativo può essere definito come un elemento architettonico con modanature e gioco in legno; oppure su prestigiosi cassettoni, ci appone panelli laccati o trofei intarsiati, firma dell'arte di Riesener.

Riesener realizzerà i suoi cassettoni come vere opere d'arte, e per alleviare la linea l'ebanista incurvera i lati: una vera prodezza nell arte dell'ebanisteria. I bronzi e la qualità di esecuzione dei suoi mobili sono assolutamente eccezionali.


Cassettone stampigliato Riesener e Weisweiler
Cassettone stampigliato Riesener e Weisweiler.
Museo Carnavalet a Parigi


Riesener si circonderà con una clientela favolosa. E l'ebanista alla moda etutta Parigi vuole comprare i suoi mobili. Il suo successo supererà ampiamente i confini al punte che consegnerà in tutte le corte d'Europa. Riesener rappresenta l'arte Francese.

Ma i mobili di Riesener sono costosi, e il suo principale cliente, la Corona, non può più pagare. Nel 1783, il nuovo intendente generale, Thierry de Ville d'Avray, giudicherà i prezzi dell'ebanista Riesener troppo alti, anche ridicoli. E l'atelier così prolifico e così in vista di Riesener inizierà a diminuire rapidamente al punto di essere sfrattato dal prestigioso guarde-meuble della Corona per conto di un altro ebanista, anche Lui Tedesco, Guillaume Bennemann.


Cassettone Attribuito a Riesener
Cassettone attribuito a Riesener
Victoria & Albert Museum, Inghilterra


Nel 1789, la rivoluzione scoppiò, i prestigiosi clienti fugiscono il terrore e si rifugiano in Inghilterra. Riesener perde definitivamente tutti gli ordini, e usa i suo falegnami per fare calci di fucili.

Nel mese di ottobre 1791, si procede alla vendità dei tesori di Versailles, è svuotato del suo intero mobile e si organizza delle vendite enormi. Riesener cerca di riscattare i suoi mobili per poi rivenderli con un guadagno, ma senza successo. Questi mobili così eccezionali non trovano più acquirenti. Riesener chiude il suo atelier in modo permanente nel 1801. Oggi i mobili di Riesener sono nei i più grandi musei del mondo, e alcuni dei suoi prestigiosi cassettoni sono anche ritornati a Versailles.


31/01/14

La storia della poltrona Luigi XVI, simbolo del Neoclassicismo

La poltrona Luigi XVI ha soltanto modificato le linee che erano state fatte prima.

Lo stile Luigi XVI, in seguito alla scoperta di prestigosi siti archeologici come Pompei, abbandona le linee sinuose ispirate dalla natura per un repertorio neoclassico composto di pilastri e colonne.

Tutti i sedili sono interessati da questa nuova tendenza: la bergère, la marquise, la poltrona cabriolet e la poltrona à la reine. Nuovi schienali appaiono come lo schienale médaillon, en chapeau, en montgolfière o lo schienale traforato.


Bergère Luigi XVI
Bergère Luigi XVI
Fonte: Proantic Laurent Chalvignac

La tendenza neoclassica ispirata, tra l'altro, dalla scoperta dei resti dell'antichità, prende tutta la sua ampiezza nello stile Luigi XVI. La curva scompare, la linea retta e geometrica torna. Sebbene il rigore domina la forma, gli ornamenti scolpiti che arricchiscono la poltrona Luigi XVI sono di grande varietà. Sono simmetrici e la loro ispirazione è nella natura vegetale ed i temi antichi: interlacciati, volute, raggi di cuore, perle. Tra gli elementi più classici, si può trovare il nodo di nastro, il festone e il drappeggio.


Coppia di poltrone cabriolet Luigi XVI
Coppia di poltrone cabriolet Luigi XVI (schienale médaillon)
Fonte: Proantic Franck Gonnetan

Le caratteristiche della poltrona Luigi XVI

I piedi sono spesso arrotolati a forma di colonne assottigliate e sono decorati di scanalature diritte o elicoidale, ma possono anche essere a forma dritta, affusolate, a lati tagliati. Il collegamento del piede con la cintura è di solito adornato da un dado scolpito in rosa o in margherita.


Poltrona Luigi XVI stampigliata Langlois
Poltrona Luigi XVI stampigliata Langlois
Fonte: Proantic Maison James

I sopporti dei braccioli sono curvi, arrotolati e scanalati a forma d balaustra. Lo schienale è rettangolare o ovale arrotondato in medaglione (médaillon). I montanti sono sormontati da un piccolo pennacchio o di una pigna scolpita. A volte sono anche traforati e rappresentano una lira, un palloncino (montgolfière) o un paniere (corbeille).


05/01/14

Lo stile Luigi XVI

Il nome dello stile Luigi XVI corrisponde al regno del Re, ma il Re non ha avuto un grande ruolo nello sviluppo artistico di questo stile. Lo stile Luigi XVI si caratterizza per le sue linee neoclassiche in contrasto con lo stile Rococò in voga nella metà del XVIII secolo.


I mobili Luigi XVI e gli oggetti d'arte della stessa epoca troveranno la loro nascita in uno stile particolarmente in contrasto con lo stile Rococò Luigi XV. Tuttavia, alcuni elementi decorativi passeranno agevolmente da uno stile all'altro. Lo stile Luigi XVI rimane uno stile floreale, però lo stile Neoclassico dominerà nell'architettura, i mobili e gli oggetti d'arte.


Poltrona Cabriolet Luigi XVI
Poltrona Cabriolet Luigi XVI
Fonte: Proantic.com

I mobili o oggetti d'arte si possono distinguere in tre periodi:
  • Dal 1755 al 1770, uno stile attivista
  • Dal 1775 al 1780, uno stile triomfale
  • Fino al 1785, uno stile più severo

Il XVIII secolo è un secolo pieno di gioventù e di desiderio di scoperta. Il Re Luigi XVI è noto per il suo amore per la cartografia e le scoperte marittime. Le scoperte sono riprese da artisti che interpretano a loro gusto questi grandi eventi come ad esempio il primo volo del pallocino, che ha dato i natali a molti oggetti per tutta la fine del secolo.


Letto à la Polonaise 1775-1780
Letto à la Polonaise Circa 1775-1780
The J. Paul Guetty Museum, USA


Nel 1755, Charles Nicolas Cochin in un libro volto ai orefici, incisori e scultori del legno definisce l'inizio dello stile Luigi XVI e Neoclassico. Ci vuole una linea retta, un senso di equilibrio ed un rapporto giusto con elementi naturali, così come diceva Cochin: "uno strumento musicale non può essere più piccolo di una rosa". Cochin ricorda che l'arco a tutto sesto e la linea retta prevalgono sulla linea curva.


Iride Diana ed Endimione
Scena Mitologica, Scuola Francese della metà del XVIII secolo
Fonte: Proantic.com


Secondo Grimm, nel 1763 il tutto Parigi soccomba per lo stile "alla Greca" e suo ritorno "al grande gusto"che ricorda lo stile Luigi XIV con i suoi marmi, suo prestigio e il gusto di Luigi XIV per l'Antichità.

Ma ormai per superare lo stile Luigi XIV, ricco di storia e di un passato pesante, ci sono le grande scoperte archeologiche di Ercolano e Pompei. Questi luoghi rivelano la realtà quotidiana della vita romana.

Leggi la seconda parte dell'articolo
Lo stile Luigi XVI: l'arte del Neoclassico

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Il mobili dipinti Genovesi 
La poltrona Luigi XV nel settecento